ARTICOLO DEL MESE

 

La Chiroterapia è una scienza ormai consolidata e codificata a livello internazionale e, nonostante le confusioni e le leggende createsi anche tra molti colleghi, di estrema efficacia ed utilità quando usata da mani esperte e nelle giuste indicazioni. Dispiace che ci siano, ancora oggi, colleghi che non conoscano la differenza tra i vari tipi di tecniche manipolative e che quando parli di Medicina Manuale, Osteopatia, Chiroprassi  ti rispondano: "...non è la stessa cosa...?!!". Molta della confusione che si è creata è dovuta al fatto che, specialmente in Italia, la legislazione non ha mai dato una mano a fare chiarezza sull’argomento e tanto meno gli Ordini Professionali, che avrebbero dovuto esercitare un controllo su coloro, e sono molti, che eseguono manipolazioni vertebrali senza avere né il titolo né le capacità e conoscenze professionali per applicarle positivamente e senza rischio alcuno per i pazienti. Una distinzione doverosa va fatta tra la Chiroterapia, che può essere eseguita soltanto da laureati in Medicina e Chirurgia o da Fisioterapisti laureati specie se in collaborazione con un medico e la Chiropratica di scuola americana che, nella maggior parte dei casi, è un Degree specifico conseguibile soltanto negli U.S.A. Le manipolazioni vertebrali sono state codificate dal Dt. R. Maigne, direttore del reparto di Ortopedia dell’Hotel Dieu di Parigi, purtroppo scomparso, a partire già dal dopoguerra e trovano la loro indicazione nel trattamento di numerose affezioni del rachide che comportano stati dolorosi e che interessano tutto l’apparato locomotore. Il Dt. Maigne ha fuso le conoscenze e le esperienze empiriche della Chiropraxi di scuola americana (Palmer) e dell’Osteopatia (Still), con la medicina Ortopedica, codificando una tecnica, detta "del non dolore e del movimento contrario" che, partendo dal concetto del disturbo vertebrale, agisce in modo mirato ed assolutamente indolore su molte affezioni e patologie della colonna vertebrale. La manipolazione consiste in una mobilizzazione forzata del rachide che si applica ad un segmento vertebrale e che va oltre il gioco articolare senza superarne il limite anatomico (Fig.1): essa deve essere quindi eseguita molto precisamente ed in maniera dosata. La Manipolazione del segmento vertebrale contribuisce ad avere vari effetti: uno sblocco delle faccette articolari posteriori, spesso responsabili di rigidità ed infiammazione del disco, un corretto riallineamento dei corpi vertebrali spesso ruotati e bloccati, una liberazione di Endorfine (sostanze chimiche con elevato potere anti-infiammatorio ed anti-dolorifico), uno spostamento e trazione dei dischi intervertebrali con conseguente riduzione delle protrusioni ed ernie del disco che comprimono le radici spinali. 

 

 

 

Fig.1 - Limiti anatomici ed ampiezza dei movimenti nei segmenti articolari

 

 

Le manipolazioni, di solito in numero variabile da 3 a 4, sono effettuate in maniera assolutamente mirata e completamente indolore e si applicano sui corpi vertebrali con varie tecniche (manipolazioni dirette, indirette, indirette assistite, indirette contrastate) (Fig. 2 e 3). Si trattano sia i dolori regionali e segmentari del rachide cervicale, dorsale e lombare, sia affezioni periferiche radicolari come sciatalgie, brachialgie etc. Le sofferenze possono essere sia di natura discale, sia di natura infiammatoria e sono indicate come "Disturbi  Intervertebrali Minori (DIM)". Di seguito si riportano una serie di indicazioni e controindicazioni.

 

Indicazioni:

 

- Cervicalgie acute e croniche
- Torcicollo
- Cefalee cervicogeniche ed alcune neurogeniche
- Nevralgie cervicobrachiali
- Talune sindromi vertiginose
- Periartriti di spalla
- Alcuni dolori del gomito e del polso
- La maggior parte delle dorsalgie
- Lombalgie di origine dorsale
- Lombalgie acute e croniche
- Sciatalgie
- Cruralgie
- Molti dolori dell’anca e del ginocchio
- Protrusioni discali
- Molte ernie del disco
- Coccigodinie

 

Controindicazioni:

 

- Fratture non consolidate
- Osteoporosi grave
- Tumori
- Canale vertebrale stretto sintomatico (acquisito o congenito)
- Siringomielia
- Insufficienza vertebrobasilare
- Radicolalgie con paresi
- Ernie discali voluminose ed escluse
- Gravi stati nevrotici e depressivi

 

 

Fig.2 - Esempio di manipolazione lombare L5/S1

 

 

Fig.3 - Esempio di manipolazione cervicale C2/C3

 

Domande ricorrenti

 

D. - Esistono prove scientifiche della validità e dei benefici delle manipolazioni vertebrali con tecnica indolore?
R. - Certamente. Già dal dopoguerra insigni medici in Francia ed Inghilterra hanno fuso le conoscenze della medicina ortopedica con le tecniche chiropratiche, codificandone la tecnica e le indicazioni. Già da decenni le manipolazioni vertebrali eseguite in reparti ospedalieri e non, hanno assunto la dignità di branca medica propriamente detta ed insegnata a livello universitario. Il medico manuale, o il fisioterapista, collabora spesso con colleghi ortopedici e neuro-chirurghi, decine di migliaia di trattamenti sono stati analizzati e valutati, così da evidenziare la validità dei risultati e la scarsissima insorgenza di effetti collaterali, presenti solo in rari casi di manipolazioni mal eseguite o mal riuscite, soprattutto se praticate da mani non esperte.

 

D. - Chi ha subito un intervento alla schiena per ernia del disco può essere ancora trattato con le manipolazioni vertebrali?

R. – Si. Accade anzi spesso che la stessa patologia si ripresenti a distanza di mesi od anni dall’operazione chirurgica. Le manipolazioni ben eseguite possono spesso evitare di dover ricorrere ad un nuovo intervento.

 

D. – Le Manipolazioni vertebrali sono pericolose?

R. – Assolutamente no, a patto che, come detto in precedenza, siano eseguite da personale qualificato e nelle giuste indicazioni. Come in tutte le terapie, manuali e non, esistono indicazioni e controindicazioni che il medico ed il fisioterapista devono potere e sapere valutare dopo avere eseguito una specifica visita o un accurato esame obiettivo, escluso le situazioni a rischio, e stabilito la manovra più corretta.

 

D. – Ho già eseguito sedute di chiropratica e/o manipolazioni vertebrali da personale non sanitario e non ne ho tratto beneficio: la chiroterapia può ancora servirmi ?

R. – Sicuramente si. Non tutte le tecniche sono uguali. Anche se certe manovre viste dall’esterno possono sembrare simili, basta variare un'inclinazione o un lato o un livello, per avere un risultato prima non ottenuto.

 

D. – Devo eseguire molte sedute per ottenere risultati ?

R. –  No. Con la tecnica del "non dolore" e del "movimento contrario" si esegue, di norma, un primo ciclo di tre/quattro sedute. Successivamente, e solo per alcune patologie se i risultati sono soddisfacenti, si può eseguire una terapia di mantenimento e prevenzione, che prevede tre/quattro sedute all’anno.

 

 

 

Per approfondimenti nella formazione consultare la seguente pagina

 

 

 

 

Prof. Dt. Nicola Monteleone
Medico Chirurgo
 Specialista in Medicina dello Sport 
Esperto di Medicina Manuale e Chiroterapia
Già docente di Terapie Manuali Università degli Studi “G. D’Annunzio” - Chieti

 

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